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S𝗘𝗧𝗧𝗜𝗠𝗔𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗗𝗜𝗖𝗔𝗧𝗔 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗔 - 𝟮𝟬 𝗔𝗣𝗥𝗜𝗟𝗘 𝗢𝗥𝗘 𝟮𝟬.𝟯𝟬 - 𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗧𝗢𝗥𝗟𝗢𝗡𝗜𝗔
Dopo il successo indiscusso della serata organizzata a Villa Torlonia in onore della manifestazione dedicata alla prevenzione Donna, riportiamo di seguito il discorso del Vice Presidente dell'Ordine dei Farmacisti, Giuseppe Guaglianone, che ha introdotto la serata.
Ringraziamo tutti gli intervenuti che hanno contribuito al successo della stessa e annunciamo già da adesso che, visto il riscontro e i feedback molto positivi, siamo già al lavoro per organizzare nuovi ed entusiasmanti eventi come questo.
"Desidero ringraziare tutti per la vostra presenza. E vi assicuro che non è una frase di circostanza. Questo è un evento speciale: Il 22 aprile, dopodomani, si celebra in Italia la Giornata nazionale della salute della donna, istituita e promossa su iniziativa del Ministero della Salute. È l’occasione per porre al centro dell’attenzione i temi legati alla tutela della salute, ma anche della dignità della donna: dalla promozione di comportamenti sani alla prevenzione, all’accesso alle cure sul territorio ma soprattutto alla sensibilizzazione sull’importanza di prendersi cura della persona in ogni età della vita.
Durante tutta questa settimana, su tutto il territorio nazionale, si svolgono iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e promozione della salute della donna organizzate da enti, associazioni, fondazioni, società scientifiche, Irccs, eccetera Anche l’Ordine dei farmacisti di Roma risponde all’appello e non per conformistica adesione alla ricorrenza, ma per due validissime ragioni: la prima è la sincera voglia di tributare un omaggio – dovuto e soprattutto sentito – a chi lo merita. L’altra è la semplice constatazione che farmacista è donna, e non solo per la desinenza in -a, ma perché ormai nella categoria la componente femminile prevale nettamente su quella maschile ed è arrivata a doppiarla: dei 6513 iscritti all’Ordine dei Farmacisti di Roma,ben 4575 sono infatti donne, in termini percentuali il 70% del totale. La percentuale rispecchia peraltro non solo il dato nazionale di categoria, ma anche quella sulla composizione del “popolo della salute”, ovvero le centinaia di migliaia di professionisti che lavorano nel SSN nella salute e nell’assistenza: come attesta il rapporto “Le donne nel Servizio sanitario nazionale”pubblicato nel 2020 dal ministero della Salute, il 69,4% del personale nel ruolo sanitario è donna. Numeri decisamente in controtendenza se rapportati a quanto accade in altre professioni (come, per esemplificare, gli ingegneri e gli architetti), dove le percentuali si rovesciano.
Insomma, a dirla in soldoni, su 10 farmacisti, sette sono farmaciste, e il dato è di quelli che dovrebbero indurre almeno a una salutare riflessione: come mai, quando i dirigenti di categoria (e ultimamente avviene piuttosto spesso) sbandierano i lusinghieri risultati della categoria in termini di accrescimento della qualità del servizio, della considerazioni della politica e delle istituzioni, della fiducia dei cittadini e del gradimento dell’assistenza, passa sotto silenzio il fatto che si tratta di risultati in gran parte merito delle donne, non solo per la loro preponderanza numerica, ma perché in una professione eminentemente di relazione qual è quella del farmacista, le superiori capacità di accoglienza, ascolto, empatia e comprensione delle donne fanno la differenza. Sarebbe il caso di ovviare a questa a dir poco ingenerosa “dimenticanza” e cominciare finalmente a sottolineare che il percorso di crescita e di miglioramento del servizio di farmacia ha camminato e cammina soprattutto sulle gambe delle donne. L’Ordine di Roma lo vuole fare pubblicamente anche attraverso questa serata speciale dedicata alle colleghe farmaciste, serata che in prima istanza vuole essere un modo per tributare loro un sincero e sentito grazie perl’impegno quotidiano profuso nell’esercizio di una professione che davvero non può prescindere dalla sua componente femminile.
Non voglio sottrarre però tempo a questa che, in qualche misura, è anche una festa, e perciò mi avvio a concludere con due veloci considerazioni.
La prima riguarda la situazione demografica del nostro Paese, uno dei più longevi al mondo, fatto del quale non possiamo ovviamente che rallegrarci, ma che è anche denso di implicazioni e criticità sanitarie ed economiche importanti, sulle quali non mi dilungherò perché sono certo che le conoscete meglio di me (ecco una cosa che mi sono dimenticato di dire, a proposito delle colleghe farmaciste: dati alla mano, risultano più preparate di noi maschietti, anche se confesso che brucia un po’ doverlo ammettere…). In questa situazione, diventa fondamentale (se davvero si punta a mantenere la sostenibilità del sistema sanitario pubblico) aumentare esponenzialmente gli investimenti in prevenzione e cultura della salute (che della prevenzione è l’indispensabile substrato). Soltanto programmi, azioni e interventi pianificati, concreti, mirati e costanti in questa direzione, consentiranno nel tempo di avere meno persone da curare, anche nelle fasce di età più avanzate, con il risultato non solo di alleggerire gli oneri sul sistema sanitario nazionale, ma anche di far sì che la qualità della vita sia migliore per tutti. E non mi sembra inutile ricordare che la partita della prevenzione e della cultura della salute, le farmaciste e i farmacisti la possono (anzi: la devono) giocare meglio di qualsiasi altro professionista, per allocazione e distribuzione sul territorio, consuetudine di relazione con i cittadini, flessibilità professionale e possesso di saperi e conoscenze perfettamente adeguati a fornire a chiunque entri in farmacia, prima e più ancora di un prodotto, informazioni, indicazioni e consigli per ripristinare o mantenere le migliori condizioni di salute. Del resto, le recenti modifiche agli assetti del sistema distrettuale del SSN, con importanti interventi finalizzati a potenziare la sanità di prossimità, vanno esattamente in questa direzione, partendo dall’assunto - ormai impostosi a livello internazionale - che per garantire salute di qualità è necessario un sistema OneHealth, ovvero un sistema che vede tutti i professionisti sanitari perfettamente integrati e impegnati allo stesso modo. Un’integrazione sinergica che, ovviamente, deve mettere a sistema sia l’intervento pubblico sia l’apporto del privato convenzionato, risorsa assolutamente imprescindibile (come bene hanno dimostrato proprio le farmacie di comunità con lo straordinario contributo assicurato al SSN durante l’emergenza pandemica).
Vado davvero a chiudere con una piccola notazione su quella che è la domanda che un po’ tutti noi ci facciamo in questi tempi di tumultuosi cambiamenti: quale sarà l’evoluzione della nostra professione? A mio giudizio, non potrà che essere un’evoluzione naturale, che passa sicuramente da una nuova formazione, in buon parte contemplata dal nuovo corso di studi recentemente approvato, ma che deve essere sempre più duttile e adeguabile ai tempi, tempi nuovi che vedono la tecnologia avanzare in modo fulmineo. Basti pensare alla telemedicina, che richiede nuove competenze, per arrivare alle terapie digitali:un software al posto del principio attivo di un farmaco e tecnologie che aiutano nei processi di diagnosi, gestione e prevenzione. Ne esistono diverse approvate a livello internazionale, in Germania, in America in Giappone, per l’obesità, per la disassuefazione dal fumo, per l’insonnia, per la dipendenza da droghe, ma anche per il vaginismo o il dolore pelvico nelle donne. Sono una delle nuove frontiere che dovremo attraversare, ma lo spirito darwiniano di cui abbiamo dato prova in otto secoli di storia, adattandoci a cambiamenti che sembrava dovessero spazzarci via, è lì a rappresentare una garanzia sul fatto che ancora una volta sapremo modulare la nostra professione sulle necessità della scienza e della salute, riuscendo a entrare in un futuro (che in realtà è già qui e si coniuga ormai al presente) con il corredo delle nuove conoscenze che serviranno. Un futuro – di questo possiamo essere più che certi – che richiederà professionisti sanitari sempre più preparati e (almeno nel caso dei farmacisti) multitasking. Professionisti che, ovviamente, dovranno essere adeguatamente retribuiti,perché la professionalità va riconosciuta, tutelata e valorizzata (ovviamente,senza odiosi e ingiustificati gap di genere) e dunque va pagata il giusto.
Mi fermo, ringraziandovi per l’attenzione, ma ringraziandovi soprattutto per essere qui, per questa serata che il Consiglio direttivo dell’Ordine (e io personalmente) abbiamo voluto fortemente, concependola come un’occasione per dirvi grazie dal profondo del cuore.
Una serata che è tutta vostra e che spero davvero possa davvero possa essere di vostro gradimento: noi, ve l’assicuro, ce l’abbiamo messa tutta perché possiate godervela. Ed è quello che vi auguro, con un ultimo e sentito grazie.
Roma, 20 aprile 2023
Giuseppe Guaglianone
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I NUOVI FARMACISTI: L'EVOLUZIONE POST PANDEMIA DI UNA PROFESSIONE
Il Futuro è già qui, siamo in grado di preparare farmaci galenici di alta qualità, come un'industria.
La professione del Farmacista comincia a cambiare readicalmente nel 2009 con la Legge cha ha istituito "la farmacia dei servizi", una Farmacia, cioè, che si vuole integrare nel Servizio Sanitario Nazionale, ampliando le offerte al pubblico: dalla possibilità di eseguire analisi, o di prenotarle, fino all'opportunità di accedere a prestazioni come la fisioterapia. Da quel momento si avvia la metamorfosi di una figura professionale, quella del Farmacista, che ha molto ampliato il suo spettro di azione: dalla telemedicina alle preparazioni "supergaleniche", all'attività di prevenzione.
Dietro tutto questo, però, c'è un tema fondamentale: quello della formazione. È ovvio che l'università si è dovuta adeguare, per fornire a chi sceglie questo percorso professionale, le competenze necessarie. Un Decreto Ministeriale del 2022 ha definito i nuovi corsi di laurea in Farmacia. Il nuovo ordinamento prevede un indirizzo più clinico e assistenziale per chi vorrà fare il farmacista in senso stretto, cioè sul territorio, ma apre anche la possibilità di lavorare nella ricerca o nell'industria.
Ma c'è di più. Oggi il farmacista può gestire alcune opportunità offerte dalla telemedicina. Per esempio, può eseguire un elettrocardiogramma, inviarlo a un esperto cardiologo che lo legge e trasmette il referto alla farmacia.
L'utilità? Far sì che il paziente possa trovare questo servizio in farmacia (dove c'è) e alleggerisca medici di base e Pronto soccorsi.
Il farmacista, però, rimane l'unico professionista capace di gestire il farmaco.
Anche in questo campo si aprono nuove prospettive. Oggi il farmacista è in grado di preparare farmaci galenici di alta qualità, come un'industria. Per esempio, all'Ospedale San Paolo di Civitavecchia utilizziamo un sistema "robotizzato" che permette di creare terapie antitumorali personalizzate per i pazienti, utilizzando i farmaci in commercio. Accanto alle terapie tradizionali farmacologiche, si stanno affacciando anche le cosiddette terapie digitali.
In pratica sono delle app che monitorano la nostra salute e che vengono considerate come veri e propri farmaci e che ancora una volta il farmacista deve imparare a gestire.
Poi c'è tutta l'attività di prevenzione, per intercettare patologie come il diabete o il tumore del colon retto, che finora ha rscosso ottimi risultati di partecipazione.
Una precisazione importante va fatta: nella nostra attività non vogliamo assolutamente sovrapporci ad altre professioni, la parola d'ordine è sempre integrazione!
Giuseppe Guaglianone
[estratto da "Il Corriere della Sera" del 17 Aprile 2023]
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AGGIORNAMENTO EVENTO 20 APRILE!
Nella serata del prossimo 20 aprile, all'interno della settimana dedicata alla Salute della Donna, si terrà, al teatro Torlonia (ingresso da via Lazzaro Spallanzani, 1/A), uno spettacolo che vedrà susseguirsi interventi sul tema della prevenzione femminile e esibizioni di artiste di conclamata fama e sensibilità sull'argomento.
La manifestazione, offerta gratuitamente dall'Ordine dei farmacisti di Roma, si terrà alle 20,30 e sarà anticipata da un aperitivo presso la Limonaia (all'interno di Villa Torlonia), alle ore 19,45.
Dati i posti limitati, coloro che fossero interessati a partecipare all'evento dovranno inviare una mail all'indirizzo istituzionale
L'evento, che vedrà la collaborazione dell'associazione Komen, che si occupa della lotta ai tumori al seno, darà inoltre la possibilità di iscriversi alla Race for the Cure del prossimo 7 maggio direttamente a teatro, attraverso un apposito corner dedicato.
Vi aspettiamo numerosi!
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